&%"£$&!"%$!£"&/!"(§°ç§§*°_:>£$!|)="^?=! che cazzo è? Voglio dire, la mia vita. Dov’è? Ma è questa? Sono io?
Saturday, October 17
13 ottobre
Non ti rendi conto
Le tue parole nella notte
Sono di troppo
Ogni cosa è di troppo
Il tuo sguardo, occhi, sorrisi
Ti avvicini ma chi può sapere in che cosa questa sera è tanto diversa da quell'altra
Chi mai può indovinare
Da che momento in poi l'una può trasformarsi nell'altra
Confondersi
E dove c'è confusione c'è spazio perché le cose accadano
In un arco di tempo come questo
Poche ore in una sera
Può succedere di tutto
È in effetti successo di tutto
E nessuno sembra saperne niente
Anche noi
Ce ne siamo dimenticati
Ma a volte da certi sguardi pare di no
E la confusione sembra sul punto di ritornare
Per un po' prego che torni a inghiottirci
Quando poi non accade nulla
Sto peggio di prima
Thursday, March 6
asciugamano
KK ricorda perfettamente di aver visualizzato, sull'asciugamano davanti a sé mentre se ne stava beata sotto la doccia, la sua vita futura.
Tutto questo accadeva anni fa, cinque almeno.
Quel giorno, con una chiarezza e soprattutto con una fiducia che mai si sarebbero ripetute, KK aveva creduto fermamente di avercela fatta. Dopo la visione sull'asciugamano, bianco come la neve che aveva appena lasciato, KK stette un tempo indeterminato sotto l'acqua calda a sciogliere la tensione di quei giorni, felice, in attesa. Finalmente tranquilla e consapevole KK se ne stava a rimirare quello che aveva fatto.
Oh, ma ancora non era finita.
Quel pomeriggio sotto la doccia, per l'ultima volta KK credette in se stessa. Tempo dopo, spese mesi e anni a chiedersi quanto diversa sarebbe stata non tanto la sua vita, ma la sua stessa persona, qualora l'esito di quel maledetto pomeriggio fosse stato diverso. Se qualcuno avesse detto sì, se qualcun'altro avesse scritto ammessa sul foglio che avrebbero poi appeso fuori dall'hotel, dove dopo la doccia KK si recò incontrando tutte le facce paonazze della mattina, vestite civili, e dove KK dovette vedere la gioia degli altri senza poter far nulla e senza poter gioire lei stessa. Cosa sarebbe cambiato e quanto?
L'ultimo pomeriggio di vita della fiducia di KK se ne andò così, neanche il tempo di goderselo, e neanche il tempo di pensare a un piano B per salvarla, la fiducia, nel caso il piano A avesse fallito.
Invece niente. Fallì il piano A, e fallì il mondo faticosamente costruito da KK, e morì quel giorno poche ore dopo la visione sull'asciugamano anche la fiducia di KK nelle cose a venire, negli eventi, cioè in fin dei conti in se stessa.
Una parte di KK è rimasta sotto la doccia credendo di essere invincibile. Quell'anno, finito miseramente in quel pomeriggio di inizio primavera, fu il primo e l'ultimo in cui KK si sentì davvero forte, invincibile, capace di reggere la pressione e l'ansia, capace di gestire la prova, la paura, la sensazione di non essere all'altezza. Questi ultimi erano allora concetti sconosciuti, per KK.
Aveva costruito un mondo in cui niente era impossibile, in cui impegnandosi si arrivava al risultato, in cui l'ansia di non riuscire erano combattute con la concentrazione attenta e testarda. Aveva ripetuto tutti i gesti necessari e aveva fatto tutto giusto.
Perciò una parte di lei era rimasta sotto la doccia, per capire che cosa di tutta quella storia e di quel mondo fosse andato storto, cosa ci fosse stato di sbagliato e dove diavolo fosse, se in lei, negli altri o nelle cose stesse.
Una parte di KK, infinite docce più tardi, guardando l’asciugamano scorge ancora quella visione così chiara, nitida e semplice, e quel giorno in cui tutto si è perso le pare così vicino e insopportabile da esser nella sua testa rielaborato, ricostruito e riposizionato, diventa l’inizio di una discesa, lo spartiacque tra un prima e un dopo del tutto convenzionali, inventati, che daranno a KK la sensazione che la vita in fin dei conti sia fatta di tanti pezzettini uno diverso dall’altro, da posizionare a piacimento come fossero mattoncini di lego. Tutto questo e molto altro, mentre dall'asciugamano spariva la visione perduta per sempre, tutto questo e poco altro mentre la vita tanto desiderata fuggiva in un baleno, e la fiducia di KK nelle cose, negli altri e in sé, svaniva di botto, ridendosela alla grande, una fragorosa risata mentre KK rannicchiata nella vasca sparirebbe volentieri assieme all’acqua che se ne va.
Friday, February 14
valentino
Un'altra notte. La luna è alta e fredda. Come sarebbe bello stare tra le tue braccia senza dover pensare a nulla. Non è più possibile. La verità è un interessante tranello, è ancora una volta una voce estranea, che ride di me che non so decidermi. Scopro che la verità non conta nulla se non sai che fartene. Scopro che la verità in sè è solo fiato sprecato, se non le dai una funzione, se non la fai fruttare.
Nel mio caso le verità sono due, ora, e nessuna di loro mi serve. Le conosco a memoria ma se ne stanno cristallizzate senza dar luogo a conseguenze. Sono assiomi immobili. Molto divertente. So già che un giorno, alla fine della mia vita, ripenserò a quelle stupide verità e mi chiederò perché mai non abbia fatto una scelta drastica, non abbia per una volta confessato quel che ho da dire. Dovrei chiamarti e dirtelo in faccia. Chissà mai che non ci riesca.
Fare una prova non costa nulla. Ma anche questa è una verità che si comprende solo quel famoso giorno alla fine della vita, quando hai i piedi sull'orlo del baratro.
Non importa quanto lontano è quel giorno, quel giorno esiste perché verrà.
E allora cosa aspetti, KK? Davvero hai paura dello sguardo degli altri, dello sguardo presente, delle figure di merda possibili e per altro non scontate, è questo che temi? Sarà interessante argomento di discussione con i tuoi compagni di tomba, quante scelte non avrete fatto per paura di far figure di merda! E nonostante ciò, tutti i coglioni che ora camminano sulla ghiaietta del cimitero si ostinano a non scegliere, proprio come facesti tu. Non vedono l'assurdità della situazione, non vedono come l'oggi e il domani, davanti alla notte infinita, smettono di avere l'importanza ansiosa con cui li viviamo e li perdiamo.
E tu, non vedi quanto sia ridicola e tragica la tua posizione? La tua indecisione può durare in eterno, ma davvero non ne vale la pena. Magari domani finisce tutto, e tu davvero non vuoi dire a qualcuno che l’hai amato?
Monday, December 9
kairós
L'insensato flusso del tempo si carica di significato solo quando lo si limita e circoscrive. Allora il tempo non è più chronos, tempo che scorre come un fiume davanti agli occhi, acqua sempre diversa ma sempre uguale.
È bastato un giorno, degli sguardi e delle parole e dei gesti, perché il tempo lineare diventasse kairós. Tu sei kairós, occasione, occhi chiari nella notte a dirmi che sì, lo vuoi anche tu. Ma perché, a queste parole, mi sono sentita persa?
Non era quello che volevi, KK? Eppure qualcosa mi ha fermato, proprio io.
Quello che accadrà non uscirà da queste mura. Quello che è accaduto non lo saprà nessuno.
KK, hai creato un kairós potentissimo.
Ora il tempo può davvero diventare relativo. I secondi si ammucchiano, e i minuti, e le ore, come quelle lunghissime dell'altra notte; ora non più. Minuti e ore e giorni hanno un senso. Parlarti liberamente e ridere sono stati come una rivelazione. Sono stati meglio di qualunque altra cosa capitata ultimamente. Sorrido e sono felice nonostante la confusione. Forse l'altra sera avrei dovuto mettere il cervello fuori dalla porta come dicevi tu, e a quest'ora avremmo un segreto in più da custodire.
La notte è lunga ma non piove più. Tante notti e tanti giorni ancora attendono di farsi kairós, fonte di scoperte, di vita e di senso. Stanno aspettando noi, a chiamarle per nome e farle uscire dalla monotonia del tempo sempre uguale. KK è in attesa. Sente la tranquillità più vicina e vorrebbe urlarlo al mondo. Sta invece in silenzio. KK è piena di fiducia. La calma e il pensiero senza legami portano alla verità.
Kairós, occhi azzurri nella notte, prometto che la prossima volta la mia mente sarà libera.
Saturday, November 30
neanche oggi
Arrivata a sera era diventata pesantissima.
I suoi occhi azzurri volteggiano davanti a me. Qualcosa di lui mi si è stampato dentro senza che nemmeno me ne accorgessi. Sono una tavoletta di cera su cui qualcun altro ha impresso un segno, su cui milioni di segni possono essere tracciati senza che io davvero ne sappia nulla. Mentre l’acqua si fa strada sotto la maglia e i pantaloncini e scivola lungo le gambe, e in un attimo inzuppa le calze e le scarpe, mi rendo conto che qualcosa è cambiato.
Friday, August 23
Non mi è dispiaciuto
Che senso ha questa mia attrazione?
Mi pare, stando ferma qua, di accumular tristezza.
Mi pare, incrociando i suoi sguardi, di intravedere una vita nuova dietro l'angolo, appena oltre; una nuova considerazione, un nuovo modo di essere me stessa e di sentirmi. O forse è tutto frutto di quel bellissimo e maledetto momento in cui non fai altro che sentire le farfalle nella pancia e pensi che dureranno per sempre. Ma io aspiro a questo. Io ci credo, che questo sia possibile. Magari mi sbaglio, ma io cerco questo. Se questo non c'è più, posso anche passare oltre.
Io ora sono qui, a tratti soffro, a tratti cerco di recuperare e di avvicinarmi a te ma tu sei sempre distante. Mi accorgo che questa dinamica è logora, non può durare in eterno. Mi stai perdendo. Giorno dopo giorno. Io non vorrei perderti perché in fin dei conti non voglio proprio star da sola. Forse però dovrei farlo. Ma non voglio fare nessun passo. Io sto qua e aspetto, come spesso faccio per altre cose. Stavolta è diverso. Stavolta è una specie di esperimento; tuttavia non voglio farti soffrire.
Io voglio amare, è così difficile da capire? È possibile che quella spinta si esaurisca così presto? Amore è tutto, porta avanti e trascina con sé ogni cosa del mondo, in una felicità voluttuosa ma anche composta, ordinata, meravigliosa. Dov'è, tutto questo? Ti guardo da lontano e sento che quella cosa si è spenta; i tuoi sguardi non mi dicono niente; i tuoi gesti verso di me sono bruschi. Guardo lui e cerco di nuovo quello smarrimento; cerco il brivido, quella piacevole sofferenza agrodolce che tante volte è rimasta insoddisfatta ma che ha nondimeno mandato avanti molti dei miei giorni. Quel sentire dolce, quella voglia di sfiorarlo e di essere soli e tranquilli. Anche solo per una volta.
Piove, adesso. La notte è inquieta ed io anche. Ma sono lucida, perché ora le mie parole riescono a dire quasi con esattezza cosa voglio. Ma non per questo le cose sono più facili e meno dolorose. Sento bruciare quella sofferenza come la prima volta, come tutte le volte. Desidero quel coltello nel fianco.
E così adesso, in questa stanza con la luce spenta dovrei dormire. Chissà se nei miei sogni verrà a trovarmi.
Dio, come vorrei che in qualche modo fosse qui con me, ora. Senza dir niente a nessuno. Solo noi. Tutto daccapo come la prima volta. Aspetto solo un suo segno, per farmi capire che lo vuole anche lui e non sta solo scherzando. Aspetto solo un gesto.
Com'è possibile questo? Eppure di te sono ancora gelosa. Come cavolo è possibile questa compresenza di sentimenti e questo delirio? Eppure tutto ciò riesce a convivere perfettamente in me. Passo da un pensiero all'altro senza controllarne l'eventuale razionalità o logica, con una facilità che mi lascia piacevolmente sorpresa. Vi osservo da lontano e non mi scompongo. Penso a cosa succederebbe se all'improvviso sapeste cosa mi passa per la testa. Penso a cosa penseresti tu, se sapessi i miei pensieri. Immagino che soffriresti. Ma io cosa posso farci? Sento che lentamente mi sto allontanando, ma io non ho davvero fatto niente perché ciò accadesse. Tu sei lontano e non mi guardi, e ti ricordi di me quando è troppo tardi. Io non voglio soffrire e basta.
Io quella cosa la cerco ancora, io ci credo ancora, e se tu hai smesso di cercare non è affar mio.
La notte è lunga.
Mi ritrovo a farfugliare preghiere insensate.
La notte è lunga e piove ancora.
Aspetto solo un suo gesto.
Tuesday, March 2
pazzia: una storia d'amore
*** , dove sei?
Ora ricordo varie cose. Ora il foglio è bianco. La notte è sconosciuta.
Ricordo tante cose.
Sei stato la strada
sei stato felicità di un momento
piacevole sofferenza che mi ha fatto andare avanti
sei conoscenza
anche questo è conoscenza
Dove sei?
Sento lacrime che vorrebbero liberarsi
sento parole che vorrebbero un senso
sento musica
tu sei musica
Non c’è concetto
tu sei una lama affilata
sei ferita sempre aperta
Dove sei? La nebbia oggi ci nascondeva
ma io lo sento
sento che sei qui
il cielo è bianco
potremmo non essere qui, ora
avremmo potuto non vederci mai
questo giorno e tutti gli altri e tutti i prossimi – potevano essere diversi
Dove sei? Sto tremando e non so il perchè
la mia natura prende il sopravvento
sono in tutto, ora
sono nebbia, cielo e neve
ma non basta
non sono soddisfatta
non sono io
sei in ogni cosa che si muove
sei in ogni cosa immobile
gli abeti ora danzano piano
nebbia gelata sopra le nostre teste
ma io ti ho visto, coi capelli arruffati
Dove sei? Dove sarai?
Non so nemmeno chi sei
Ricordo la notte d’estate
i lampi di luglio
sensazione di un tutto che ricomincia
sensazione di un eterno ritorno a cose che pensavo dimenticate
qualcosa di già visto
ma non noioso
come musica che puoi stare ad ascoltare all’infinito
qualcosa che è in te
qualcosa che è in me
brucia come rami secchi
scoppietta come rametti giovani
Io potrei vivere solo di questo
Felicità di un momento
Coltellate senza scopo
Continuo stringere i denti
felicità che se ne va
euforia che torna
attimi senza senso che arrivano e corrono via
Dove sei ora? Io sono qui
a ridere di queste cose
a ridere della nostra ingenuità
e della nebbia e del cielo e della neve
come se non esistesse nient’altro
con lo sguardo perso
a guardare l’orizzonte verso cui vanno le cose da dimenticare
come quando andavamo sull’altalena
e il cielo era solo cielo
e l’erba era solo erba
e il sole e la neve e tutto era solo bello e nient’altro
Sei qui?
lo so che ci sei
domani niente nebbia
domani cielo blu
Ricordo i lampi lontani
rumore di tuoni
la notte è sconosciuta
ma tu sei stato la strada
sei stato felicità di un momento
anche questo è conoscenza
piacevole sofferenza che mi fa andare avanti
Sunday, April 26
i live among the creatures of the night
Friday, January 2
tortellini crudi a merenda
non servono ulteriori spiegazioni.
avevo fame e non c'era nient'altro di carino in frigo.
per il resto tutto ok.
con tutto che di solito non mi piacciono i tortellini.
Friday, October 3
altri fantasmi

era nei miei jeans. era nei miei jeans dannazione e non so come cazzo ci è finito. era nei miei jeans e non so perchè mi è tornato in mano oggi.
oggi è veramente una giornata di merda.
era un po' che non capitava una giornata così.
come al solito, e come per tutte le ultime giornate di merda che ci sono state, la colpa è per il 99% mia; il restante 1% suppongo sia dettato dal caso.
nonostante tutti questi ragionamenti, è e resta uno schifo di giornata.
questo giorno non ha colpa. fuori le cose fanno il loro dovere, le nuvole scaricano pioggia, il vento le sposta, dei merli neri si avventano sulle bacche del cespuglio qua sotto, qualche foglia inizia a cadere.
il mondo non ha colpa di tutto questo. il mondo è fatto per girare e portarci con sè. il giorno fuori di qui è nitido e chiaro, segue la sua logica da milioni di anni, segue i suoi ritmi da molto prima che noi potessimo ragionarci su. questo giorno non ha colpa se io mi sento di merda o se trovo un biglietto nei jeans o se oggi è una giornata stupida, per me.
perchè io non sono un albero, o un sasso. non sono una dannata cosa fissa e ferma che non può far niente. io non sono una pianta, che se ne sta là fuori a prendersi le intemperie, non sono uno scoglio che si prende le onde del mare finchè non diventa liscio, levigato e finchè dopo millenni non ritorna sabbia.
io so di poter correr via.
questo giorno non ha colpa. fuori continue occhiate di sole non fanno che peggiorare la situazione.
Tuesday, September 16
Da qualche parte qualcuno sta sognando
Io sono qui, mi alzo la mattina e vado a letto la sera, e mangio bevo parlo penso rido guardo le nuvole correre veloci, guardo tutto questo andarsene da qualche parte. Sento che c'è qualcos'altro da capire. Lo sai, lo sai che c'è sempre qualcosa che ti sfugge.
" O greggia mia che posi, oh te beata,
Che la miseria tua, credo, non sai!
Quanta invidia ti porto!
Non sol perché d'affanno
Quasi libera vai;
Ch'ogni stento, ogni danno,
Ogni estremo timor subito scordi;
Ma più perché giammai tedio non provi.
Quando tu siedi all'ombra, sovra l'erbe,
Tu se' queta e contenta;
E gran parte dell'anno
Senza noia consumi in quello stato.
Ed io pur seggo sovra l'erbe, all'ombra,
E un fastidio m'ingombra
La mente, ed uno spron quasi mi punge
Sì che, sedendo, più che mai son lunge
Da trovar pace o loco.
E pur nulla non bramo,
E non ho fino a qui cagion di pianto.
Quel che tu goda o quanto,
Non so già dir; ma fortunata sei.
Ed io godo ancor poco,
O greggia mia, né di ciò sol mi lagno.
Se tu parlar sapessi, io chiederei:
Dimmi: perché giacendo
A bell'agio, ozioso,
S'appaga ogni animale;
Me, s'io giaccio in riposo, il tedio assale? "
Tuesday, September 9
Oggi mi sento apocalittica
Wednesday, September 3
I am the resurrection and the life. Whoever believes in me, though he die, yet shall he live
and whoever lives and believes in me shall never die.
Sunday, May 18
Piove......
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti [...]
Buonasera......effettivamente è una fantastica sera in cui piove, di una domenica in cui non ha fatto altro che piovere e in cui io non ho fatto altro che scaricare musica con BitTorrent cercando molto faticosamente di organizzarla in playlist decenti per occupare un po' dei 60Giga del mio iPod. Non ho ancora capito perchè mai ho deciso di prenderlo così capiente. L'ho intasato con Filmati, film, tutta la musica che avevo su cd più tutta quella che scarico regolarmente e ho occupato solo quattro giga. Anche impegnandomi non ce la farò mai ad ascoltare 60 giga di musica.....e poi ci sono altre cose nella vita....
come le mie tendenze artistiche che finalmente si sono risvegliate per cui sono un po' di giorni che disegno personaggi deliranti col corpo allungato e un occhio solo che somigliano tanto a quei cosi orrendi e insensati di Silent Hill.....
Non spaventatevi è tutto ok, quella cosa lì sopra non uscirà dallo schermo.....
Bene. E' tempo di spegnere la macchina luminosa e andare a vedere South Park......se no perchè mai avrei messo il povero Kenny lì all'inizio??
E continua a piovere dannazione.....
Thursday, November 29
Un'altra sera in cui piove
prima ha telefonato una tipa per delle statistiche. Così ho potuto ripassare un po’ la mia vita. Se stiamo in una casa singola o condominio. Quante macchine abbiamo. Eccetera eccetera. Quando ho risposto al telefono mi sono convinta che fosse un pazzo assassino appostato dietro alla porta che mi chiamava per dirmi che sarebbe entrato a farmi fuori. Anzi pensavo proprio che dovesse essere una voce femminile e cattiva. Infatti quella del sondaggio era una tipa, e aveva anche un accento straniero. Da come lo dicono nei telegiornali, l’accento straniero è sempre un brutto segno. Comunque nessuno voleva uccidermi, almeno non stasera. Adesso il rumore della ventola del computer comincia a rompere. È sempre più forte dannazione, sempre più forte......
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